Di cosa mi occupo — i disturbi più comuni | Artemisia by Maddalena Marino

I disturbi più comuni

Di cosa mi occupo

Non è una lista di malattie. Sono i motivi per cui, in questi anni, le donne mi hanno cercata.

  • Dimagrimento
  • Energia e stanchezza
  • Gonfiore e pancia
  • Pelle e invecchiamento
  • Ormoni e menopausa

La maggior parte delle donne mi cerca per dimagrire. Poi scopre che il peso era solo il segnale più visibile.

Quello su cui lavoro è l’infiammazione: il processo che consuma le tue cellule, che invecchia il corpo e che sta sotto alla metà dei disturbi per cui le donne mi scrivono. Non si toglie un alimento. Si cambia l’informazione che arriva alla cellula.

Ti riconosci?

Se una di queste
frasi è tua

Se queste domande ti appartengono e ti riconosci in queste frasi, il Metodo Artemisia può aiutarti a trovare un approccio più adatto a te.

{{ f.text }}

Cosa mi raccontano

Ho raccolto ciò che mi viene raccontato nella call conoscitiva e nel confronto dopo il Metodo Artemisia. Quasi mai si arriva con un nome preciso: si arriva con un sintomo.

Una stanchezza che il riposo non risolve, un gonfiore che torna ogni sera, una pelle che cambia, un corpo che non risponde più come prima. Sono i segnali che sento più spesso.

Da lì partiamo: non da un’etichetta, ma da come ti senti ogni giorno e da cosa il tuo corpo sta cercando di dirti.

Maddalena Marino

Cosa mi dicono, più spesso

{{ s.testo }}

Da 100+ testimonianze

Come si distribuiscono i motivi

Dal più frequente al più raro.

{{ panelTesto }}

Una stessa persona porta spesso più di un motivo.

Le storie

100+

testimonianze in video

Raccontate con parole loro, da donne tra le 2000+ che ho accompagnato.

Vedi le testimonianze

{{ s.nome }}

Una precisazione

Non sono medico e non faccio diagnosi. Non tratto patologie e non ti dirò mai di sospendere una terapia.

Quello che faccio è aiutarti a comprendere meglio il tuo corpo e a sostenerlo attraverso alimentazione e stile di vita, in affiancamento al percorso medico. Se stai seguendo una cura, continui a seguirla e la teniamo in considerazione nel percorso.

FAQ

Domande sui disturbi

Il mio problema non è nell’elenco: fa lo stesso per me?

Nell’elenco ci sono i motivi più ricorrenti, non tutti. E quasi sempre chi arriva ne porta più di uno insieme, spesso quello che sembra il problema principale non lo è.

Raccontami la tua situazione e ti dico se è un terreno su cui posso lavorare. Se non lo è, te lo dico.

Ho una patologia diagnosticata: il metodo può aiutarmi?

Sì. Quello che si può fare è sostenere il corpo con l’alimentazione e lo stile di vita, accanto alle cure che stai già seguendo, perché il tuo organismo lavori al meglio e tu possa sentirti meglio.

Il metodo non cura né risolve la patologia, e chi te lo promette ti sta ingannando. Quello che vedo cambia molto da persona a persona. C’è chi è arrivata a stare bene, chi ha migliorato parecchio, chi ha smesso di peggiorare. Dipende dalla situazione di partenza e da quanto ti metti in gioco.

Non sono medico e non faccio diagnosi. Quello che posso fare è affiancare il mio metodo alle tue cure, non sostituirle.

Sto prendendo farmaci: devo sospenderli?

No, assolutamente. Non ti chiederò mai di sospendere o modificare un farmaco: non sono medico e non è il mio ruolo.

La tua terapia la decide il tuo medico, prima, durante e dopo il percorso. Quello che facciamo qui è sostenere il corpo con l’alimentazione e lo stile di vita, accanto alla cura che stai già seguendo.

Capita spesso che, grazie ai risultati del metodo, sia proprio il medico a ridurre la terapia. Ma qualsiasi modifica ai farmaci spetta sempre e solo a lui.

Se vuoi parlarne con il tuo medico, fallo: più siete allineati, meglio è.

Ho già provato di tutto e sono tornata al punto di partenza.

È la frase che mi sento dire più spesso, ed è il motivo per cui la maggior parte delle donne arriva qui.

Quasi mai è questione di volontà. È che hai seguito istruzioni senza che nessuno ti spiegasse il perché e senza il perché, quando finisce la dieta finisce anche il risultato.

Qui si parte dall’altra parte: prima capisci cosa succede nel tuo corpo, poi le scelte le fai tu.

Mi dicono che è l’età e che devo farmene una ragione.

Il corpo cambia, questo è vero. Ma cambiare non vuol dire solo peggiorare: vuol dire che chiede cose diverse da prima.

Il problema è che quasi nessuno te lo spiega. Continui a fare quello che facevi a trent’anni, non funziona più, e la conclusione è che il problema sei tu.

Non sei tu. È che le regole sono cambiate e nessuno te le ha date.

Dopo quanto si comincia a sentire qualcosa?

Prima di quanto ti aspetti. Nella maggior parte dei casi bastano otto giorni perché il corpo cominci a rispondere, e di solito te ne accorgi da sola.

Poi varia da persona a persona, e dipende molto da quanto applichi. Non ti darò una data: ti chiedo di provare otto giorni e dirmi cosa senti. Da lì capiamo insieme se la direzione è quella giusta.

Servono esami o analisi prima di cominciare?

No, non sono necessari. C’è chi mi manda la sua storia clinica e va benissimo, ma è una scelta libera: non è una condizione per partire.

Io non guardo solo da dove parti, guardo come stai adesso. E il modo più onesto di capire se sta funzionando è quello che senti tu, giorno per giorno.

Sono incinta o ho appena partorito.

Sì, ed è una fase in cui il corpo ha bisogno di più attenzione, non di meno. Non si toglie niente: si lavora su come nutrirti al meglio in questo momento.

Lo facciamo sempre in accordo con la tua ostetrica o il tuo ginecologo, che restano i tuoi riferimenti. Se c’è qualcosa che non va fatto in gravidanza, lo decidono loro.